La storia. Approfondimenti
La Marchesa di Barolo e don Bosco
Nella Torino rurale del 1844 la Marchesa di Barolo continua la sua opera caritativa, aprendo l’«Ospedaletto» dedicato a Santa Filomena, per fanciulle malate, e il «Rifugio» per aiutare le ragazze traviate a reinserirsi nella società. È qui che don Bosco si trova a prestare il suo ministero.
Grazie alla Marchesa, il giovane parroco può radunare il suo oratorio in un terreno a fianco dell’Ospedaletto ancora in costruzione; la sua speranza è di destinare il nascente edificio ai giovani abbandonati.
La Marchesa, che intuisce la necessità di una scelta, vista anche la mole di lavoro che rischia di sfinire il sacerdote, obbliga don Bosco a una decisione: o i ragazzi, o l’Ospedaletto.
Il Santo sceglie i ragazzi e inizia la sua attività a favore dei giovani, scendendo dai Becchi a Valdocco.
La provvidenza, ancora una volta, si è servita della Marchesa Giulia per compiere la sua opera.
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